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Kingdom Hearts 3, la recensione

Ben ritrovati videogiocatori con un nuovo appuntamento della nostra rubrica!

Tutti gli appassionati saranno in estasi, dopo anni di attesa, fa il suo debutto in tutti i negozi Kingdom Hearts 3!



Sono passati quasi 20 anni dal primo titolo di questa saga e, come avrete avuto modo di constatare, quella magia, che alleggia all’interno della storia, sembra non scomparire mai, anzi, grazie all’ottimo lavoro del suo pensatore,  Tetsuya Nomura, sembra acquisire ancor più senso col progredire della storia.
Non può senz’altro essere sottovalutata la difficoltà di riuscire a far coesistere un così gran numero di personaggi e ancor più a creare, portando ad una conclusione, quell’intrecci di storie secondarie, indispensabili a dare senso alla storyline del gioco.

Infatti, in questo episodio della saga, come per quelli precedenti, si vede la coesione tra il mondo Square Enix e Disney , portato all’estremo dalla creazione di una matassa di intrecci che sono riusciti , grazie a qualche stravolgimento e adattamento, a dar vita a questa incredibile avventura.

Kingdom Hearts 3 è stato per mesi in Beta test, diversi youtubers e bloggers infatti hanno già “spoilerato” dettagli del gioco e, con l’uscita di ieri in tutti i negozi, anche noi di Nonsolomobile.it ci sentiamo di dare la nostra personale opinione, ma cercheremo di conservarvi quel mistero che deve esistere prima di iniziare un videogioco, quindi eviteremo di concentrarci sulla storia.

Come già anticipato, la forza di questo gioco sta nel riuscire a far coesistere due mondi cosi distinti come quello Disney e quello della Square Enix, ma non solo, anche la miriade di personaggi e di storie ha dovuto, chiaramente, essere riadattata per calzare a pennello con la mainstory del gioco. Sicuramente possiamo notare un lavoro minuzioso da parte di Nomura nel ritagliare e cucire assieme diverse storie che in altro modo non avrebbero potuto fondersi assieme.

Possiamo constatare, comunque, che nei mondi Disney la trama del gioco, e quindi la storia della saga, non compie un vero e proprio percorso finalizzato alla progressione della storyline, ma anzi, sembra che appositamente si abbia voluto utilizzare la prima parte per definire e concludere alcune storie secondarie, utili ai fini di comprendere la trama del gioco nella sua interezza. Senz’altro i più appassionati si saranno tolti qualche dubbio e dato più senso a vecchi episodi di secondaria importanza.

https://www.kingdomhearts.com

Veramente impressionante il lavoro grafico e di texturizzazione fatto sui personaggi e sui mondi che fanno da palcoscenico alle avventure di Sora e dei suoi amici. Ineccepibile per noi la maestranza con cui i protagonisti siano stati inseriti nelle diverse ambientazioni che il gioco propone, riadattandoli allo stile visivo del mondo in cui si trovano.  Come esempio potremmo riprendere il mondo di Toy Story e la “quadratura” dei personaggi al suo interno, per poi rivederli in sembianze più reali e umane all’interno del mondo “Pirati dei Caraibi”.

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Gli stessi personaggi sono difficilmente distinguibili dai rispettivi alter ego dei film Disney.

Doveroso dedicare qualche parola al lavoro musicale di Yoko Shimomura. La nota compositrice perde di forza nella prima parte del gioco a causa del dover lavorare sul riadattamento di ormai famose e consolidate colonne sonore. Ma con la seconda parte del gioco la compositrice lascia campo aperto alla sua personale interpretazione e il risultato non ha senz’altro bisogno di essere commentato. Maestosa.

Si può decisamente affermare che Kingdom Hearts 3 risolve molti quesiti rimasti in sospeso nei titoli precedenti e che nel completamento dei vari mondi, si percepisce l’avvicinarsi alla verità. Fino a giungere alla seconda parte del gioco, dove un susseguirsi di cinematiche e combattimenti contro i vari boss risaltano il sopraggiungere di un finale.

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Per quanto riguarda il gameplay non vi sono particolari novità degne di nota, il gioco è perfettamente oleato ormai da tempo e troviamo sensata l’idea di mantenerne la propria giocabilità. Infatti, come siamo abituati, il gioco non ha bisogno di particolari combinazioni di tasti o tecniche da apprendere per essere completato. Ottimo per chiunque.

Uno dei pochi punti negativi è, e rimane, l’inquadratura! Sia nei combattimenti, dove la telecamera marca tutti i suoi limiti nel riuscire a seguire il protagonista che nei mini giochi sparsi per tutto il gioco.

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Quest’ultimo titolo della saga offre parecchi contenuti secondari e post-game che però non sono indispensabili al completamento della storia. La lista di abilità, tattiche e meccaniche “in-battle” è veramente lunga e ben studiata, ma difficilmente vi ritroverete nella situazione di doverne far uso per superare un combattimento. Più che altro potrebbero diventare utili contro i diversi boss segreti e scontri più impegnativi nel “post-game”.

Per il momento ci limiteremo a presentarvi i fatti in questo modo senza svelarvi ulteriori dettagli, ma rimanete sintonizzati con noi per ulteriori curiosità su Kingdom Hearts 3!!

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