Nuove tecnologie e non solo...

Arriva anche in Italia l’impianto mangia CO2 e produrrà metano

Si chiama Climeworks, il “mostro mangia CO2”, che arriva finalmente anche in Italia. Stiamo parlando di un impianto pilota commerciale per la cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera, messo a punto da un’omonima azienda svizzera, che dopo a Zurigo e l’Islanda (Hinwil) ha conquistato Troia, comune della provincia di Foggia.

L’impianto raccoglie il biossido di carbonio (CO2) dall’aria e lo accoppia all’idrogeno (H2) prodotto in modo rinnovabile per produrre combustibile (metano) con poca se non nessuna aggiunta di CO2 nell’atmosfera.

L’impianto di Troia è stato completato a luglio ed è entrato in funzione questa settimana, nell’ambito del progetto STORE&GO, parte del programma Horizon 2020, finanziato dall’Unione Europea. Tra i partner dell’iniziativa figura anche il Politecnico di Torino.

In Svizzera la CO2 raccolta è immessa in alcune serre nelle vicinanze dell’impianto, quelle dell’azienda Gebrueder Meier Primanatura, fungendo da “fertilizzante” per le piante.

Il secondo impianto in Islanda invece trova casa in un’installazione geotermica che rilascia CO2 di origine vulcanica. L’impianto cattura quel carbonio e lo inietta nuovamente nel terreno, dove reazioni minerali aiutano la CO2 a legarsi al basalto, immagazzinando il gas sotto forma di roccia.

Il nuovo impianto italiano, che funzionerà per oltre 4000 ore nei prossimi 17 mesi, (meno di 8 ore al giorno), nasce per catturare CO2 e trasformarla, combinandola con altri gas, in metano da usare come combustibile per veicoli oppure per sistemi di accumulo che consentano di massimizzare lo sfruttamento delle risorse rinnovabili (eolico e fotovoltaico).

“Il nostro nuovo impianto è composto da tre collettori DAC che usano l’ultima tecnologia di Climeworks e richiedono meno energia rispetto all’impianto che abbiamo installato a Hinwil. L’impianto filtrerà fino a 150 tonnellate di CO2 dall’aria all’anno. Contemporaneamente, un elettrolizzatore alcalino (1,2 MW) genera localmente 240 metri cubi di idrogeno rinnovabile all’ora sfruttando l’eccesso di energia fotovoltaica in loco. La CO2 catturata e l’idrogeno rinnovabile sono quindi metanati cataliticamente (un processo chiamato Power-to-Gas) in reattori modulari dalla società francese Atmostat. Il metano viene quindi liquefatto e usato per alimentare camion a gas naturale”, si legge in una nota stampa.

“Passare alle rinnovabili è un passaggio obbligato per raggiungere un’economia a emissioni zero e limitare il riscaldamento globale entro i limiti di sicurezza. L’adozione completa delle energie rinnovabili sarà possibile solo con un sufficiente accumulo di energia in grandi volumi, che al momento scarseggia in Europa. Tuttavia, poiché l’Unione Europea prevede di usare il 43% delle energie rinnovabili entro il 2030 e il 50% entro il 2050, è sicuramente necessario un maggiore stoccaggio di energia”, sottolinea Climeworks.

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