Nuove tecnologie e non solo...

Le cripto valute non vanno sempre molto bene, infatti il 46% di queste nel 2017 sono fallite.

L’anno passato il Bitcoin e le altre criptovalute hanno valicato il mondo finanziario e i media tecnologici per diventare un fenomeno maggiormente noto al grande pubblico. Grandi crescite e rovinose cadute, furti di criptomonete e febbre da mining hanno tenuto banco, portando alla nascita, almeno sulla carta, di numerose nuove valute digitali. Ricordiamo che il Bitcoin ha toccato come valore massimo i 20.000 dollari al pezzo prima di crollare sotto la soglia dei 8.000 per poi tornare leggermente a crescere in questo periodo. Anche se l’oscillazione è stata veramente importante, bisogna anche contare che a novembre dello scorso anno la stessa valuta stava circa a 4000$; quindi il valore attuale rimane comunque molto alto.

Secondo un report di Bitcoin.com però non sono tutte rose e fiori. Il 46% delle ICO (Initial coin offering) lanciate l’anno scorso è fallita, malgrado un incasso superiore ai 104 milioni di dollari. Segno che nemmeno il mondo digitale è esente al concetto di morte prematura. Tokendata, uno dei tracker di ICO più completi, riporta che lo scorso anno vi sono state 902 crowdsale (ossia la vendita del diritto di distribuire token di una criptovaluta) e di queste 142 sono fallite nello stadio di finanziamento e altre 276 sono fallite in seguito, a causa di truffe o il progressivo e lento oblio.

Altre 113 ICO possono essere classificate come “semi-fallite”, sia perché il loro team ha smesso di comunicare sui social media, sia perché la comunità è così piccola che il progetto non ha possibilità di successo. Ciò significa che il 59% delle crowdsale dello scorso anno sono fallimenti conclamati o quasiBitcoin.com parla di un’analisi “profondamente deprimente”.

“Account Twitter abbandonati, gruppi di Telegram vuoti, siti non più online e community non curate”. Un cimitero digitale in cui c’è anche chi ha deciso di prendere i soldi e darsela a gambe. “Molti hanno generato zero; alcuni hanno raccolto un paio di migliaia di dollari; e una manciata ha raccolto oltre 10 milioni. In ogni caso, il risultato finale è lo stesso: nessun MVP (minimum viable product), nessuna versione alpha e nessun contributo al web decentralizzato per il miglioramento dell’umanità”.

Insomma, la lezione è che non è un gioco. Talvolta ci si può anche scottare, in alcuni casi bruciare sul serio dato che questi progetti hanno raccolto, nel complesso, 233 milioni di dollari. E mentre nuove ICO fioccano anche in questo 2018, i rischi per chi si avventura nel mercato delle criptovalute sono sempre alla finestra.

Next Post

Previous Post

Leave a Reply

© 2022 NonSoloMobile

Theme by Anders Norén

Follow by Email
YouTube