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Alcuni scienziati russi sono stati arrestati perché usavano un supercomputer per guadagnare con il MINIG

La storia a quasi dell’incredibile, ma alcuni scienziati russi si sarrano chiesti perché non sfruttare a proprio vantaggio la potenza messa loro a disposizione dallo stato; poi magari così potevano anche arrotondare lo stipendio.

Questo loro esperimento avvenuto presso il Research Institute of Experimental Physics di Sarov, è costata agli sfortunati scienziati la galera.

La febbre per il mining delle criptovalute sembra non voler diminuire, e nonostante nelle ultime settimane le quotazioni di alcune criptomonete siano scese, sono sempre di più le persone che cercano di dedicarsi a questa pratica per trarne profitto.

E’ risaputo che il mining richiede computer con un’elevata potenza di calcolo, quindi quale migliore opportunità per chi ha a disposizione un potentissimo supercomputer ogni giorno?

Secondo quanto riporta l’agenzia Interfax, diversi impiegati del centro di ricerca russo, che fa capo al più importante Federal Nuclear Center, sono stati tratti in arresto per aver praticato “mining di criptovalute sul posto di lavoro”. L’episodio è stato confermato dalla portavoce del Federal Nuclear Center, Tatyanna Zalesskaya, che ha spiegato come il fenomeno in realtà sia piuttosto diffuso in questi settori.

Al momento non sono stati resi noti i dati relativi alla quantità e alla tipologia di criptovalute minate, ne tantomeno per quanto tempo gli scienziati abbiano adoperato il supercomputer dell’agenzia nucleare russa. La BBC parla di Bitcoin, ma al momento non c’è alcuna conferma ufficiale, quindi potrebbe trattarsi anche di qualche altra criptomoneta.

E’ interessante notare però che, tra il 6 e il 7 febbraio, l’hash rate della rete Bitcoin è sceso da 24293141 TH/s a meno di 20000000 TH/s.

Per hash rate si intende l’unità di misura della potenza di elaborazione della rete Bitcoin. Per fini di sicurezza la rete Bitcoin deve eseguire delle operazioni matematiche intensive. Quando la rete raggiunge un hash rate di 10 Th/s, significa che può realizzare un trilione di calcoli al secondo.

Potrebbe trattarsi di un calo dovuto all’andamento della quotazione attuale, tuttavia c’è da dire che il supercomputer utilizzato dagli scienziati russi ha una potenza di calcolo di 1 petaFLOPS, quindi ha sicuramente contribuito in modo importante sull’hash rate.

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