Nuove tecnologie e non solo...

Il “Grande Fratello” diventa portatile ed aiuta i poliziotti cinesi a riconoscere i volti criminali

Si sa che oggi al primo posto viene messa la sicurezza nazionale; ne è un chiaro esempio la Cina, che ha dotato i propri poliziotti di smartglass, che integrano una particolare tecnologia per il riconoscimento del volto.

Obiettivo: migliorare la sicurezza pubblica in vista del nuovo Anno Cinese.

L’efficacia sul campo è stata già sperimentata: grazie agli occhiali, gli agenti sono stati in grado di catturare sette criminali ricercati e di bloccare ventisei persone in possesso di documenti falsi. LLVision, l’azienda che ha sviluppato la tecnologia integrata negli smartglass, ha confermato al Wall Street Journal che gli occhiali sono in grado di riconoscere 100,000 volti differenti e identificare una persona in soli 100 millisecondi.

Uno strumento per prevenire e combattere il crimine, ma anche una minaccia per la tutela dei dati personali, come sottolinea William Nee di Amnesty International:

La possibilità di dare agli agenti di polizia la tecnologia per il riconoscimento facciale negli occhiali da sole potrebbe rendere ancor più onnipresente lo stato di sorveglianza della Cina

Lo stato di sorveglianza cinese a cui fa riferimento l’esponente di Amnesty è quello formato dalle videocamere di vigilanza a circuito chiuso, capaci già oggi di tracciare i cittadini, stabilire che autovettura guidano e chi sono i loro amici, e che entro il 2020 sarà formata da oltre 600 milioni di camere dotate di tecnologia AI. I governanti cinesi si sono sempre difesi riaffermando il principio del nothing to hide, nothing to fear: non bisogna temere se non si viola la legge e non si ha nulla da nascondere.

Ciò di cui si discute riguarda però il rapporto tra l’esigenza di prevenire il crimine e la raccolta massificata e metodica di dati personali, anche quelli di cittadini che non si sono macchiati di alcun reato, ma che vengono comunque sorvegliati. Uno scenario distopico che si sta già realizzando, come ricorda Sophie Richardson, responsabile per la Cina di Human Right Watch:

E’ terrorizzante che le autorità cinesi stiano raccogliendo e centralizzando informazioni su centinaia di milioni di persone comuni, identificando persone che si discostano da ciò che ritengono essere il ”pensiero normale” e poi sorvegliandole.

Chissà se tutto questo verrà sdoganato anche all’estero e se si arriverà ad avere dei cyberpolizzioti per strada, come nel film “Robocop”, con scanner di ogni genere, nel frattempo sono sicuro che in Italia tutto questo non arriverà presto…e Voi cosa ne pensate, siete a favore di questa nuova tecnologia? Scrivetelo nei commenti

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